LA RACCOLTA EPIGRAFICA

Oltre ad alcuni manufatti iscritti della sezione archeologica nel patrimonio del museo sono conservate alcune epigrafi dedicatorie, funerarie o commemorative del XV-XIX secolo provenienti dal territorio. 

LA RACCOLTA DI DIPINTI E AFFRESCHI

Il nucleo di dipinti e di affreschi voluto dal Parazzi, mosso dal desiderio di valorizzare e preservare l’arte locale, si è arricchito con varie donazioni. I quadri coprono un arco cronologico dal XIV agli inizi del XIX secolo; raffigurano in prevalenza soggetti religiosi, cui si aggiungono alcune nature morte, ritratti e scene idilliache e sono quasi tutti di artisti locali (copie del viadanese Girolamo Bedoli, opere di Gian Battista Rossi, Domenico Savi, Stefano Gognetti, Francesco Antonio Chiocchi, Felice Araldi, Nicola Solaroli). Sono inoltre conservati alcuni affreschi con raffigurazioni religiose, motivi decorativi ed araldici, staccati nell’Ottocento degli edifici originali. 

LA RACCOLTA NUMISMATICA E SFRAGISTICA

Oltre al cospicuo numero di monete di età romana conservate nella sezione archeologica il Museo Parazzi conserva una raccolta di diverse centinaia di monete dall’età medioevale a quella moderna. Particolarmente significativo il nucleo di monete di età gonzaghesca, battute sia dal ramo principale nelle zecche di Mantova e Casale Monferrato che dei rami minori di Sabbioneta, Pomponesco, Bozzolo, Novellara, Castiglione delle Stiviere, Solferino e Guastalla. Secondo il gusto ottocentesco Monsignor Parazzi raccolse anche sigilli in bronzo, cera, carta e matrici metalliche per l’esecuzione dei sigilli; essi appartengono ad autorità civili, ecclesiastiche o religiose e risalgono al XIV-XVII secolo. 

LE TAVOLETTE LIGNEE

Nel museo sono conservate 75 tavolette lignee dipinte da soffitto appartenenti a due differenti contesti: il nucleo più consistente, formato da circa 60 tavolette, decorava Palazzo Cavalcabò e risale alla metà del XV secolo, l’altro di provenienza ignota ha una datazione leggermente più tarda, al 1450-1475 . Raffigurano in prevalenza animali, in qualche caso fantastici come la fenice o l’unicorno, su fondo monocromo; più rare le figure umane che compaiono nelle allegorie. 

LE CERAMICHE RINASCIMENTALI E LE MAIOLICHE

Il Museo Parazzi possiede un nucleo di circa 250 ceramiche rinascimentali e maioliche, quasi tutte di provenienza sconosciuta. La ceramica graffita, che risale al XV-XVII secolo, presenta forme e motivi decorativi diffusi in tutta l’area lombarda, emiliana e veneta; per alcuni manufatti non si esclude una produzione viadanese, testimoniata anche dalle fonti storiche. Tra le numerose maioliche di XVI-XVII secolo alcuni esemplari ricordano le produzioni liguri, pur non potendo essere esclusa una fabbricazione locale. Al XVIII secolo risalgono vasi da farmacia di probabile manifattura ligure o veneziana; terraglie e maioliche settecentesche e ottocentesche di vari centri produttivi italiani ed esteri completano la raccolta. 

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